Propaganda during the napoleonic era: Preußen

Mi ha sempre incuriosito la propaganda politica e militare. In epoca napoleonica questa raggiunse livelli impensabili anche solo pochi anni prima. Pensiamo già solo ai proclami napoleonici che presentavano come mirabolanti vittorie scontri che avevano anche poco di risolutivo. I morti ed i prigionieri avversari erano sempre molto aumentati ed i propri adeguatamente diminuiti.
I primi tempi sicuramente erano notizie di grande effetto a Parigi ed in tutta la Francia e gettavano nello sconforto l’Europa. Poi come tutte le cose sono state metabolizzate e quindi riportate alla propria dimensione.
Nel frattempo l’Inghilterra si prodigava a rappresentare, soprattutto tramite vignette satiriche, Napoleone come una sorta di orco che voleva mangiare l’Europa.
In Prussia invece la propaganda fu affrontata in maniera più scientifica. Venne scelto l’eroe da rappresentare come simbolo della nazione che doveva trascinare la Prussia nell’immane compito di sconfiggere il fortissimo nemico che la voleva soggiogare.
L’eroe fu individuato in Gebhard Leberecht von Blücher, principe di Wahlstatt. Si trattava di un vecchio e valoroso generale (poi maresciallo) che prima aveva combattuto contro la Francia rivoluzionaria e poi contro Napoleone. Non è qui né il momento di affrontare la questione ma, in sintesi, occorre ricordar che dopo la sonora sconfitta del 1806 la Prussia aveva riordinato la scuola militare per ufficiali creando la prima vera scuola di guerra. Pertanto ad ogni vecchio ufficiale veniva affiancato un più giovane ufficiale uscito da detta scuola. Così fu anche per Blücher. Gli fu affiancato dal generale August Wilhelm Antonius Graf Neidhardt von Gneisenau.
In realtà i piani di battaglia furono redatti, secondo i dettami della nuova scuola, da Gneisenau ma la propaganda portava sugli scudi il vecchio padre della patria Blücher. Questo era rappresentato su quadri e stampe sempre intento ad indicare la strada della vittoria ai militari che lo osservavano con quel misto di rispetto ed ammirazione che solo al vecchio Federico il Grande erano stati riservati.
Sovente venivano dipinti quadri su incarico del governo e da questi venivano pubblicate innumerevoli stampe che venivano distribuite in tutta la Prussia e nel mondo germanico.
Qui di seguito si vuole analizzare uno di questi quadri. La propaganda che si coglie è ad un tempo semplice ma anche molto efficace. Ricordiamo che era rivolta essenzialmente a contadini normalmente alquanto conservatori che facilmente coglievano, anche in forma subliminale, il messaggio che si voleva che gli pervenisse.
Di seguito si presenta il quadro nel suo insieme.


Il quadro rappresenta una scena, che poi analizzeremo, che si svolge nella piazza di un qualunque paese di area germanica. Si notano le abitazioni a graticcio, le scritte in stile gotico. Il paese non è identificabile. Non si notano chiese o monumenti che possano farlo individuare con certezza. Quindi rappresenta un “paese tedesco qualunque”.
Analisi 1:
La scena centrale. È indubbio che l’uomo sul cavallo bianco è il centro della scena. Tutti gli occhi sono puntati su di lui. Tutti i cavalli presenti sono marroni, solo il suo è bianco. È evidente che è lui che è “di rango superiore”. Ovviamente è Blücher in persona. Individuiamo alcuni particolari:


a)      Indicato con il nr 1 abbiamo Blücher che sta osservando chi gli parla con sguardo benevolo. Pare un nonno a cui ci si rivolge per avere l’approvazione delle proprie azioni;
b)      Dietro a Blücher ci sono 3 ufficiali del suo staff che paiono più attenti a controllare la situazione circostante piuttosto che seguire quanto sta avvenendo. Ossia, la sicurezza del leader è fondamentale;
c)       Indicato con il nr 2 vi è un ufficiale prussiano (spalline argento = ufficiale, colore distintivo rosso = Prussia)che sta indicando il giovane che ha accanto. Innanzi tutto l’ufficiale è sceso da cavallo, per rispetto al leader ma non ha tolto il cappello in quanto è un militare.
d)      Indicato dal nr 3 abbiamo un giovanissimo combattente. Si tratta di un militare irregolare, lo si vede dall’uniforme. Possiamo dedurre da cappello che è un cosacco. Si tratta, evidentemente, di un milite dei reparti arruolati nella Prussia Orientale. Il giovane non appare intimorito né tronfio;
e)      Indicato dal nr 4 abbiamo un altro cosacco. Questo appare in seconda linea. Probabilmente parla poco e male il tedesco e quindi rimane in disparte tenendo i cavalli per le briglie. Si tratta, evidentemente, del comandante del reparto di cosacchi presente sulla piazza in quanto è l’unico che non è armato di lancia ma ha un fucile a tracolla.
Cosa starà dicendo l’ufficiale prussiano a Blücher? Pare evidente anche senza sentire. Il giovane cosacco ha compiuto un gesto eroico e l’ufficiale lo sta presentando a Blücher come ricompensa per il suo gesto. Blücher guarda il giovane con serietà ed un fondo di benevolenza. Anche senza parlare sta affermando: “ Bravo giovane, è così che si deve fare”.  
Tutto chiaro? Tutto finito? Assolutamente no. È quanto segue che forma la vera propaganda subliminale. Quanto analizzato è solamente il motivo per produrre la “propaganda” militare.
Analisi 2:
Volgiamo lo sguardo verso il lato destro e sul lato sinistro del quadro.

È rappresentata la truppa cosacca che si mantiene a debita distanza per rispetto dalla scena centrale. Una prima analisi potrebbe far pensare che il pittore sia un “sempliciotto” in quanto ha dipinto tutti i cosacchi con il cappello inclinato alla moda cosacca, con la lancia sulla spalla sinistra e tutti alla medesima distanza l’uno dall’altro. In realtà si vuol far giungere il messaggio che anche le truppe irregolari sono estremamente disciplinate e solamente con l’ordine e la disciplina si può vincere la guerra.
Analisi 3:
Prendiamo ora in considerazione i 2 bambini in primo piano sulla desta.  

Il bambino, di forse 12 anni, ha accanto quella che potrebbe essere la sorellina. È già vestito come un ometto, pare un bottegaio. In maniche di camicia benché gli uomini siano vestiti pesantemente. Avendo già coscienza di chi gli sta di fronte, rimane a debita distanza con le mani dietro la schiena che tengono il cappello che doverosamente ha tolto per rispetto di Blücher. Lo sguardo leggermente abbassato per non avere un atteggiamento baldanzoso. Pare in religioso silenzio a sentire quanto viene detto. Pare guardare il giovane cosacco.
La sorellina non ha ancora chiaro cosa stia effettivamente succedendo ma ha capito che chi ha di fronte è importante e quindi sta guardando Blücher senza muovere un sopraciglio. Pare addirittura, anche lei, sull’attenti. Il messaggio è: anche lo giovani tedesche devono capire chi è che ci guida e quando un giorno i loro figli saranno arruolati dovranno essere fiere di ciò.
Analisi 4:
Davanti i cosacchi sulla destra vi sono altri 2 bambini: 

Si tratta di 2 maschietti. Uno più grandicello accompagnato da un bambino in tenera età.
Il primo, con il cestino della merenda in mano, è assorto dalla scena. È ancora giovane e quindi non è consapevole che dovrebbe togliersi il cappello per rispetto. Ma è attentissimo a non perdere una parola.
L’altro bambino, probabilmente il fratellino che lo accompagna, seminascosto per timidezza, si protende verso il fratello e pare chiedere: “Ma chi è quell’uomo sul cavallo bianco”. Ma il fratello maggiore non ha tempo a spiegargli. Gli racconterà tutto correndo a casa per narrare ai genitori cosa ha visto e sentito. Il messaggio è che anche i bambini più piccoli capiscono la gravità del momento e chi è il vero leader.
Analisi 5:
Appena oltre i cosacchi sulla destra vi è una curiosa scena. Analizziamola:


Si riscontra un militare prussiano che con il fucile a spalla sta scortando 2 militari con l’elmo ed altri 3 fanti alle spalle di questi. I primi 2 sono dei temibili carabinieri a cavallo francesi. Un reparto che ha combattuto in tutta Europa con grande impeto e furore. Un vero terrore dei nemici. Dietro abbiamo 3 fanti in uniforme blu, quindi francesi.
Parrebbe trattarsi di una comune scena militare: un soldato prussiano scorta 5 prigionieri. Non è così semplice, in quanto i prigionieri francesi, truppe del nemico Napoleone, sono fatte uscire da una Gasthof che noi tradurremmo con locanda ma, letteralmente in tedesco significa: cortile degli ospiti. Ossia era una di quelle locande ove vi era il cambio dei cavalli e che ospitava i “turisti” normalmente per una notte.
Qual’é il messaggio. I francesi non solo non sono più ospiti, ma li scortiamo al confine in quanto indesiderati.    

Prendiamo una in considearazione un secondo quadro. Rappresenta il passaggio del Reno nel gennaio del 1814 da parte delle tuppe prussiane.

Nel gennaio del 1814 le truppe alleate invasero la Francia e quelle prussiane, divise in più colonne attraversarono il Reno. Una di queste, guidata dal Feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher varca il confine all'altezza di Kaub. Viene costruito un grande punte di barche e 60.000 uomini, 20.000 cavalli e 200 cannoni passano sull'altra sponda.

Il quadro del passaggio del Reno

Il quadro rappresenta l'attraversamento delle truppe sotto lo sguardo di Blücher e con il castello di Pfalzgrafenstein sullo sfondo.


Notiamo l'atteggiamento di von Blucher: saluta le truppe di passaggio con un gesto che pare benedicente. Gli altri ufficiale rimangono rispettosamente arretrati. L'eroe del giorno è lui e nessuno può disturbarlo.

Di seguito sono evidenziati alcuni particolari inerente le truppe:


Ad ogni cerchio rosso ho assegnato un numero. Di seguito i commenti inerenti alla numerazione:
1) Un militare prussiano si rivolge a Blücher alzando minaccioso il fucile e pare dire: "Stai tranquillo, la faremo pagare cara ai francesi". Riferendosi alle sconfitte subite nei 20 anni precedenti.
2) Vi è un solo dragone a guardia dello Stato Maggiore prussiano. Ciò vuole indicare da un lato lo stato di sicurezza in cui vive lo S.M. e dall'altro che tutti gli uomini disponibili sono assegnati ad unità combattenti.
3) Un Landwehr alza il bicchiere di vino e brinda ai commilitoni di passaggio, quasi si andasse ad una festa e non alla guerra.
4) Un altro Landwehr beve il suo vino con la mano rilassatamente appoggiata sulla gamba, lasciando capire lo stato di rilassatezza che pervade la truppa.
5) Un landwehr di una certa età, e che quindi si presume abbia già combattuto contro i francesi, parla con un anziano. Si lascia intendere che si parli di vecchie guerre. Si nota la mano del militare sulla spalla dell'anziano nell'atto di rassicurarlo, quansi a dire: "Tranquillo, ti vendichiamo noi di quella sconfitta...".
6) Due militari brindano, anche loro paiono più ad una festa di paese che in guerra.

Di seguito invece analizziamo i civili che sono presenti sulla scena:


1) Un giovane sventola il cappello in segno di saluto ai militari di passaggio.
2) Un padre ha accompagnato la figliola a vedere i militari in marcia.
3) Una fanciulla saluta i militari sventolando il fazzoletto.
4) Due bambini sono muti nel vedere tale spettacolo. Il bambino in piedi, a gambe divaricate, pare pensare: "Sono troppo piccolo altrimenti ci sarei anch'io".
5) Una giovane madre ha portato le sue bambine a vedere von Blücher. Alza la più piccola affinché veda bene e si ricordi di aver visto il "Liberatore della Patria".
6) Un gruppo di uomini e donne anziane sono presenti anche loro ad ammirare von Blücher.
7) Un anziano, che fuma tranquillamente la pipa, ha accompagnato la giovane nipote a vedere quanto avviene, la fanciulla pare intimorita ma il nonno la rassicura tenedola per mano.
8) Un Landwehr è talmente tranquillo che corteggia una donna che gli offriva del vino. Anche questa è più una scena di festa di paese che di guerra.
9) Un'anziana sta preparando un'altra brocca di vino da offrire ai militari. Tutti sono mobilitati per offrire conforto ai militari.
10) Persino un cane è corso a vedere cosa accade, con lui possiamo dire che tutto il villaggio è presente.