Wargame: a brief history

Non dobbiamo certo pensare che i soldatini siano nati negli ultimi anni e che siano un gioco per bambini. Assolutamente no. Sono di origine antichissima, i primi esempi sono dei soldatini in terracotta prodotti dai Sumeri in epoca antichissima. La prima collezione di sodatini, in legno e dipinti, era del principe Emsah che ha voluto che fossero sepolti con lui. Ora sono esposti al museo egizio del Cairo. Di seguito la fotografia con i danni alla teca arrecati durante la sommossa del 2011.

I soldatini del principe egizio Emsah.

Ma il più grande collezionista dell'antichità è certamente stato l'imperatore cinese Qin Shi Huang. Una rispettabile collezione di 8000 fanti e 100 cavalli di terracotta oltre a 18 carri di legno. Almeno quelli portati alla luce ad oggi.

L'esercito di terracotta di Qin Shi Huang
Erano forse bambini? No di certo. Ma la loro passione era la riproduzione degli eserciti. Forse non era così facile giocare con questi soldatini ma erano sicuramente belli.
Poi greci e romani ebbero i loro soldatini al punto che Svetonio racconta della riproduzione della guerra di Troia con i soldatini e tanto di cavallo di legno.
Nel XV° secolo venivano prodotti soldatini con rudimentali sistemi di movimento tramite cordini al fine di riprodurre i tornei cavallereschi.
Nel 1578 a Norimberga vennero scritte le regole per la fusione dei soldatini in peltro e stagno. Da qui la lunga storia che attraverso principi che imparavano l'arte della guerra e borghesi che la riproducevano sul tavolo di casa, passando per re di Francia e Inghilterra per arrivare agli zar di Russia, tutti avevano il loro piccolo esercito.
Con l'epoca di Federico il Grande la richiesta di soldatini di stagno raggiunse livelli impensabili. E fu soltanto in quest'epoca che il "gioco" si diffuse fra i bambini.
Non vogliamo fare qui la storia della tradizione militare prussiana che ha iniziato a riprodurre in forma scientifica le battaglie sui tavoli per insegnare l'arte ai nuovi ufficiali e preparare le campagne di guerra. La guerra contro l'Austria del 1866 e contro la Francia del 1870 furono minuziosamente preparate a tavolino.

Stampa dell'epoca con ufficiali che studiano strategia
Oramai i soldatini erano talmente famosi, anche fra i bambini, che Hans Chistian Andersen nel 1838 pubblicò "Den Standhaftige Tinsoldat" (Il soldatino di piombo). Fiaba ben nota ancora ai nostri giorni.

Stampa dell'epoca della storia del soldatino di piombo
Oramai il gioco con i soldatini è un vero passatempo di massa al punto che nel dicembre del 1898 sul Scribner's Magazine (Gran Bretagna) appare la pubblicità di un produttore di soldatini.


Pubblicità del Scribner's Magazine del 1898
In quegli anni lo scrittore H.G.Wells diffuse il proprio regolamento per il wargame.

Immagine riprodotta su periodico che rappresenta Wells durante un wargame
Il gioco effettuato con soldatini di discrete dimensioni aveva bisogno di ampi spazi e quindi veniva giocato anche nei giardini, come si vede nell'immagine seguente. Ma anch'io da banbino giocavo nel cortine della casa dei nonni con i mitici soldatini Timpo e Nardi.

Fotografia d'epoca con wargame combattuto in cortile
Arrivando poi al secondo dopoguerra il wargame ha assunto il livello di gioco popolare grazie alla nascita di produttori che potevano permettersi di mettere sul mercato soldatini a prezzi accessibili da molti.
La tecnologia permetteva di ridurre la dimensione dei soldatini mantenendo una qualità di livello. Sino a giungere ai nostri amati 6mm che uniscono la qualità alla possibilità di avere la massa di figurine che secoli addietro era accessibile solamente ad un imperatore cinese.

Di seguito propongo 2 fotografie tratte dal Minneapolis Tribune del 17 aprile 1966. L'articolo presentava una "battaglia con soldatini" e, ancorché statunitensi, non utilizzavano ancora il termine wargame. Mi viene da sorridere pensado che in quell'aprile del 1966 io giocavo sul pavimento della mia camera da letto con i soldatini della Timpo o della Nardi.


Un sfida del 1966


  

Sicuramente i nostri board sono più belli ma il divertimento e la passione è la medesima.